Si riaprono i lavori della
riforma fiscale. I binari lungo i quali si dovrebbero sviluppare gli interventi sono due:
crescita ed
equità. Obiettivi ambiziosi che vedrebbero come base di partenza lo
sfoltimento di oltre 720 agevolazioni fiscali – costi stimato 161 miliari di euro – che spesso sono poco efficaci e lineari, cioè interessano tutti a prescindere dal reddito. Un intervento in grado di liberare risorse alle quali si aggiungerebbero quelle provenienti dalla lotta all’
evasione fiscale. E non va dimentica la
spending review affidata a Pietro Giarda, Insomma un tesoretto da investire nell’abbassamento della pressione fiscale su lavoro e imprese.
Il primo passo potrebbe essere la riduzione dell’
aliquota del 23% (fino a 15mila euro all’anno) grazie al recupero di denaro dall’evasione. Per ora il governo, per prudenza, non ha voluto cifrare il gettito della lotta all'evasione per quest'anno. Di certo tuttavia si sa che nel 2011 il gettito di cassa del contrasto agli evasori è stato di 11 miliardi.
L’altra novità riguarderebbe il previsto
aumento dell’Iva per settembre (dall’attuale 21 al
23%). La recessione e la contrazione dei consumi sconsigliano una simile operazione.
La
spending review significa analizzare le voci di bilancio della pubblica amministrazione con l’obiettivo rendere più efficiente la spesa e contenere i costi. L'operazione è scattata da meno di un mese e dovrebbe essere portata a termine entro fine maggio. La revisione della contabilità e delle spese è già stata avviata in tre ministeri: Interni, Pubblica Istruzione e Affari Regionali. Sembra che al ministero degli Interni sia in fase più avanzata di realizzazione. L'obiettivo è quello di standardizzare i costi di produzione delle singole unità produttive, dalle scuole alla magistratura ai vari servizi, e poi verificare se tutti i centri di spesa sono al di sopra o al di sotto della media fissata dalla
spending review. In tutto si potrebbero incassare 5-10 miliardi fin da quest'anno.