Sul
fisco per la
casa, il
decreto sviluppo dà con una mano e prende con l'altra. Il provvedimento varato pochi giorni fa ha aumentato dal 36
al 50% la detrazione sulle ristrutturazioni ma ha
ripristinato l'Iva per chi
acquista l'immobile direttamente dal costruttore anche
dopo 5 anni dalla fine dei lavori. Una norma a vantaggio delle imprese edili, ma un notevole
costo in più per l'acquirente.
Cosa cambia per chi compra casaChi acquista un immobile a scopo abitativo direttamente dall'impresa
entro 5 anni dalla fine dei lavori di costruzione (o di recupero edilizio) paga l'Iva:
• al
4% se si tratta di
abitazione principale ("prima casa"),
• al
10% negli altri casi
.
Ma fino a ieri, se l'immobile veniva venduto
oltre i 5 anni dalla fine dei lavori, la compravendita era
esente da Iva. In altre parole, chi comprava un immobile semi-nuovo (con più di 5 anni ma mai abitato) direttamente dall'impresa risparmiava il 4 o il 10% sul prezzo di vendita, come se lo avesse acquistato da un privato.
Questa disciplina però andava a
svantaggio delle imprese di costruzione che, non incassando l'Iva dall'acquirente,
non potevano nemmeno
detrarre quella pagata per la realizzazione dell’opera (sull'acquisto di materiali e servizi) e quindi erano costretti a restituirla per gli immobili invenduti dopo 5 anni (circa il
6%, per un totale di circa
4.200 alloggi).
Con il decreto sviluppo, il governo - su pressione dell'Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) - ha deciso di
ripristinare l'Iva sulle compravendita degli immobili nuovi e invenduti
anche dopo i 5 anni. Questo consente alle imprese edili di recuperare l'Iva pagata liberando così risorse finanziarie da reinvestire nell'attività produttiva. Un altro (ipotetico) aiuto al rilancio del settore.
La stangata sull'acquistoUn'altra (sicura) stangata, però, sul mercato delle compravendite immobiliari già messo in ginocchio dalla
crisi dei mutui e dall'
Imu. Su un valore medio di 200mila euro di un appartamento acquistato direttamente dal costruttore si pagherà
dagli 8 ai 20mila euro in più.
Ecco un quadro riepilogativo di
tutte le imposte che gravano sull'
acquisto di un'immobile.
| Prima casa | Altra abitazione
|
Imposta di registro
| • da privato: 3% del valore catastale (1) • da impresa: € 168 (importo fisso) | • da privato: 7% del valore catastale (1) • da impresa: € 168 |
Imposta ipotecaria | • da privato: € 168 • da impresa: € 168
| • da privato: 2% del valore catastale • da impresa: € 168
|
Imposta catastale
| • da privato: € 168 • da impresa: € 168
| • da privato: 1% del valore catastale • da impresa: € 168 |
Iva
| • da privato: non dovuta • da impresa: 4% del prezzo di vendita (1)
| • da privato: non dovuta • da impresa: 10% del prezzo di vendita (1) (2)
|
Parcella del notaio
| riduzione del 30%
| nessuna riduzione
|
(1) Il
valore catastale è quasi sempre
inferiore (anche di molto)
al prezzo di vendita. In caso di acquisto da privati (senza Iva) quest'ultimo dev'essere indicato nel rogito ma non ha rilevanza fiscale.
(2) Se si tratta di
abitazione di lusso l'aliquota Iva è quella ordinaria, ora del
21%.
Per ottenere le agevolazioni sulla prima casa è necessario:
• essere
residenti nello stesso comune dell'immobile acquistato
o trasferirvi la residenza
entro 18 mesi dall'acquisto;
• non essere proprietari di
altri immobili nello
stesso comune,
• non avere già
usufruito delle
agevolazioni "prima casa" per qualsiasi altro immobile su tutto il territorio nazionale.
(A.D.M.)