La Banca centrale europea ha lasciato invariati i
tassi di interesse al minimo storico dell'1%. Dunque tassi invariati a febbraio per il secondo mese consecutivo, dopo i due tagli di 25 punti base decisi dal presidente
Mario Draghi a novembre e dicembre.
Non solo: per far fronte alle
difficoltà finanziarie l’Eurotower si appresta a varare una nuovo - dopo il finanziamento di dicembre - maxi
prestito alle banche (a 3 anni all'1%). Una misura che dovrebbe far fronte alla crisi di liquidità che sta colpendo l’euro-zona.
Il denaro, infatti, continua a costare troppo e i finanziamenti alle imprese e alle famiglie restano su una soglia d’allarme. Basta guardare al mercato dei
mutui. Proseguendo un
trend iniziato lo scorso anno, a gennaio la domanda ha subito un drastico crollo, pari al 44%. Le cause sano varie, prime fra tutte la ritrosia della banche nel concedere prestiti, oltre che il caro tassi. Oramai i tassi applicati dagli istituti hanno abbondantemente superato il 4%, nonostante l’euribor si attesti ai minimi storici.
Intanto l'
inflazione media dell'Unione a 17 si mantiene al di sopra dei valori obiettivo della stessa Bce. A gennaio la crescita annua dei prezzi al consumo è risultata stabile al 2,7 per cento. Un quadro di insieme che potrebbe aver favorito il mantenimento di una
posizione attendista della Bce sul costo del danaro, che è il principale strumento di contrasto all'inflazione ma che al tempo stesso più è elevato, più tende a frenare l'attività economica.