Sud, allarme povertà. Mancano i soldi per medico e alimenti
Rapporto Svimez: 7 milioni a rischio povertà, tasso di disoccupazione effettivo al 24%, industria a rischio estinzione mentre rallentano gli investimenti e calano i consumi. E si torna ad emigrare
Pubblicato il 21/07/10in Soldi,|
IL LIBRO
L’agonia del Mezzogiorno, sei proposte shock per la rinascita
Il libro di Francesco Delzìo denuncia la scomparsa della questione meridionale dall?agenda politica del Paese
CRISI ECONOMICA
La ripresa c’è, ma non al Sud
In forte peggioramento il clima economico delle regioni meridionali. Dati allarmanti dal mondo del lavoro
La recessione ha colpito duramente le industrie del Sud, in due anni si sono persi oltre 100mila posti di lavoro ed è cresciuto il numero delle persone – 6 milioni e 830mila – a rischio povertà.
E’ questa la fotografia scattata dal rapporto sull’economia del Mezzogiorno diffuso dalla Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogiorno).
Le regioni meridionali registrano un Pil hai livelli di dieci anni fa, con una crescita dal 2000 dimezzata rispetto al resto del Paese. Performance che giustificano il consistente calo dei consumi e dell’occupazione.
I numeri forniti dalla Svimez sono allarmanti. Il Pil per abitante è pari a 17.317 euro, il 58,8% del Centro-Nord (29.449 euro). E l’industria – si legge nel rapporto – è a rischio di estinzione.
Nel 2009 la disoccupazione è cresciuta più nelle regioni settentrionali, ma in valori assoluti il Sud è nettamente più in sofferenza. Tra i giovani ha toccato il 36% contro il 20,1% del Centro-Nord. E son quasi 2 milioni quelli che né lavorano, né studiano.
Una crisi che non non avere impatto sui consumi e sulla vita quotidiana. Nel meridione una famiglia su cinque non ha i soldi per andare dal medico e non può permettersi di pagare il riscaldamento. In particolare nel 2008, al 30% delle famiglie sono mancati i soldi per vestiti e al 16,7% è mancato denaro per pagare le bollette di gas e luce. Quasi una famiglia su due, il 44%, non ha potuto sostenere una spesa imprevista di 750 euro e 8 famiglie su 100 hanno dovuto rinunciare agli alimeti necessari.
Il 14% dei nuclei, tre volte più che nel resto d’Italia, vive con meno di 1.000 euro al mese e un meridionale su tre è a rischi povertà.
Molti cittadini del Sud hanno affrontato il problema con la fuga. Tra il 1990 e il 2009 circa 2 milioni 385mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno diretti nella quasi totalità al Nord, con preferenza la Lombardia.
E’ questa la fotografia scattata dal rapporto sull’economia del Mezzogiorno diffuso dalla Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogiorno).
Le regioni meridionali registrano un Pil hai livelli di dieci anni fa, con una crescita dal 2000 dimezzata rispetto al resto del Paese. Performance che giustificano il consistente calo dei consumi e dell’occupazione.
I numeri forniti dalla Svimez sono allarmanti. Il Pil per abitante è pari a 17.317 euro, il 58,8% del Centro-Nord (29.449 euro). E l’industria – si legge nel rapporto – è a rischio di estinzione.
Nel 2009 la disoccupazione è cresciuta più nelle regioni settentrionali, ma in valori assoluti il Sud è nettamente più in sofferenza. Tra i giovani ha toccato il 36% contro il 20,1% del Centro-Nord. E son quasi 2 milioni quelli che né lavorano, né studiano.
Una crisi che non non avere impatto sui consumi e sulla vita quotidiana. Nel meridione una famiglia su cinque non ha i soldi per andare dal medico e non può permettersi di pagare il riscaldamento. In particolare nel 2008, al 30% delle famiglie sono mancati i soldi per vestiti e al 16,7% è mancato denaro per pagare le bollette di gas e luce. Quasi una famiglia su due, il 44%, non ha potuto sostenere una spesa imprevista di 750 euro e 8 famiglie su 100 hanno dovuto rinunciare agli alimeti necessari.
Il 14% dei nuclei, tre volte più che nel resto d’Italia, vive con meno di 1.000 euro al mese e un meridionale su tre è a rischi povertà.
Molti cittadini del Sud hanno affrontato il problema con la fuga. Tra il 1990 e il 2009 circa 2 milioni 385mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno diretti nella quasi totalità al Nord, con preferenza la Lombardia.












