Morire di
spread. Un'esagerazione dei media o un
pericolo reale? A chi si trova a fare i conti tutti i giorni con cose più "tangibili" come la
busta paga o le
tasse da pagare lo spread appare una faccenda distante, roba che interessa i
governi e le
banche ma non le
nostre tasche. Eppure il
differenziale dei rendimenti tra i
nostri Btp e i
bund tedeschi ci riguarda tutti, come contribuenti e consumatori. Perché
lo spread è il "padre" di tutte le manovre lacrime e sangue degli ultimi due anni, almeno. E perché dal suo andamento dipende l'introduzione di nuove tasse e nuovi
tagli alla spesa e ai servizi.
Ecco perché il premier Mario
Monti alla
riunione dell'Eurogruppo ha condotto e, per ora, vinto la battaglia per uno
scudo anti-spread. Una "tachipirina" per bloccare la febbre quando sale troppo e rischia di compromettere l'intero organismo. Attraverso le
parole-chiave della questione cerchiamo di capire come funziona tutto il meccanismo.
SPREAD. E' il differenziale di rendimento tra
due titoli di Stato a scadenza decennale: da una parte, il
bund tedesco, preso a riferimento tra le economie dell'area euro per la sua stabilità e sicurezza, dall'altra, i titoli dei paesi mediterranei più "a rischio", nel nostro caso i
Btp. I nostri buoni del Tesoro rendono di più. Ma in
finanza rendimento vuol dire
rischio: rischio che l'emittente non riesca a ripagare il proprio debito. Per questo uno spread alto è un indice di debolezza del titolo che offre di più: in pratica lo Stato italiano è costretto a
"promettere" un rendimento maggiore per invogliare i mercati a investire nei suoi titoli.
SCUDO ANTISPREAD. E' un meccanismo che punta a
bloccare le variazioni eccessive del differenziale tra i bund tedeschi e i titoli di Stato dei
paesi "virtuosi", cioè che applicano le misure per il contenimento del debito pubblico ma sono presi di mira dagli attacchi speculativi sui mercati finanziari. Per raffreddare lo spread verranno
acquistati, sia sul mercato primario (aste pubbliche per le nuove emissioni) che secondario (dove vengono quotati i titoli già emessi), i
bond dei paesi in difficoltà, come Italia e Spagna: questo farà affluire liquidità nelle casse dello Stato, ridurrà il debito e di conseguenza la rischiosità e il rendimento del titolo.
FONDI SALVASTATO. Sono gli organismi che avranno il
compito di acquistare tramite la Banca centrale europea (
Bce) i titoli dei paesi in difficoltà. Sono l'
Efsf (European Financial Stability Facility) a cui si è aggiunto l'
Esm (European Stability Mechanism), entrambi costituiti dai 17 paesi dell'Eurozona. Complessivamente hanno una capacità finanziaria di circa 800 miliardi di euro (da cui vanno però sottratti i nuovi aiuti alla Grecia e alla Spagna, questi ultimi non ancora quantificati).
TROIKA. Vengono chiamati cosi i tre "
poteri forti" della scena finanziaria europea: la
Ue, la
Bce e il
Fmi (Fondo monetario internazionale). La troika ha dettato le condizioni di austerità - da qualcuno definite "capestro" - per gli aiuti alla Grecia. In base agli accordi dell'Eurogruppo, invece,
non dovrebbe intervenire direttamente nel meccanismo antispread. Ma restano dei margini di incertezza: la troika dovrà
verificare la "virtù" del paese che richiede l'intervento, cioè
monitorare l'applicazione delle "raccomandazioni specifiche per paese" che vengono dalla stessa Commissione Ue. Un ruolo non così neutro.
(A.D.M.)