Oltre che per
l'età di pensionamento, la riforma Fornero ha introdotto un'importante novità nel
calcolo della pensione, sancendo definitivamente il trionfo del
metodo contributivo sul
retributivo. Una scelta necessaria per contenere la spesa previdenziale in Italia, anche considerando l'allungamento della vita media. Una scelta, però, che
penalizza il lavoratore.
I DUE METODII due sistemi di calcolo si basano su criteri profondamente diversi:
• retributivo: l'importo della pensione viene calcolato sulla
media dei redditi:
- degli ultimi
10 anni di lavoro per i
dipendenti,
- degli ultimi
15 anni di lavoro per gli
autonomi,
nella misura del
2% di questa media per ogni anno di contribuzione.
Esempio di calcolo retributivo:
- reddito annuo medio negli ultimi 10 anni: € 30.000 - anni di contribuzione: 40 - pensione: 2% di 30.000 x 40 = € 24.000
|
• contributivo: l'importo della pensione viene calcolato sui
contributi effettivamente versati nel corso della vita lavorativa (cosiddetto "montante contributivo"). L'ammontare dei contributi viene rivalutato in base all'indice Istat delle variazioni quinquennali del
Pil e moltiplicato per un "
coefficiente di trasformazione" variabile, in base all'età del lavoratore al momento della pensione. I
coefficienti per il triennio 2013-15 penalizzano, rispetto agli attuali, chi smetterà di lavorare prima dei 65 anni. Le percentuali di trasformazione del montante varieranno:
- dal
4,304% per un pensionamento a 57 anni (-0,116% rispetto a ora),
- al
6,541 % per un pensionamento a 70 anni (+0,921% rispetto a ora).
IL PASSAGGIO DAL RETRIBUTIVO AL CONTRIBUTIVO
Ma
dal 1° gennaio 2012 il metodo
contributivo, diventa l'
unico metodo di calcolo per la prestazione pensionistica. Pertanto - tolti i fortunati che sono già in pensione, per i quali non cambia nulla e che continueranno a godere del privilegio del retributivo - anche chi prima dell'entrata in vigore della riforma Fornero avrebbe avuto una una pensione calcolata
del tutto con il metodo
retributivo vedrà ricalcolato l'assegno col
contributivo per la
quota di anni di lavoro che ancora gli restano. Insomma il metodo retributivo sopravvive ancora, ma riferito a un minor numero di anni e per un numero di lavoratori sempre più esiguo.
In sostanza si creano
tre situazioni differenti. Per i più giovani che hanno cominciato a lavorare dopo il 1995 - anno di entrata in vigore della riforma Dini che per prima introdusse il sistema contributivo - la pensione verrà tutta calcolata col metodo contributivo. Per gli altri invece conta l'anzianità di servizio maturata alla data del 31 dicembre 1995.
Vediamo le tre ipotesi nel dettaglio:
Anzianità al 31/12/1995
| Calcolo fino al 1995
| Calcolo dal 1996 al 2011
| Calcolo dal 2012
|
- nessuna
| --
| Contributivo
| Contributivo |
- meno di 18 anni
| Retributivo
| Contributivo | Contributivo |
- 18 anni o più
| Retributivo | Retributivo | Contributivo |
(A.D.M.)