In tempi di
crisi e di
sacrifici richiesti
da ogni parte certi numeri fanno sobbalzare. Ogni italiano spende fino a
2.849 euro per gli
stipendi dei
dipendenti pubblici. Quasi come i tedeschi (2.830 euro) che sono 20 milioni più di noi, è vero, e quindi hanno un costo complessivo maggiore per i loro "statali", ma con un'
efficienza della macchina pubblica che non è paragonabile alla nostra.
In effetti ciò che colpisce di più nella "Relazione 2012 sul costo del lavoro pubblico" appena pubblicata dalla
Corte dei conti non è il costo sostenuto dagli italiani quanto il livello di efficienza della pubblica amministrazione. E le
differenze nei tagli. I numeri parlano chiaro.
Il livello della spesa italiano infatti è
allineato alla media europea dell'
11,1% del Pil (anche se di ben 3,2 punti superiore alla Germania dove in 10 anni è calato dello 0,3% mentre da noi è salito dello 0,6%). Il problema è il trend della
produttività del settore pubblico che, nonostante i proclami dei vari governi, da "
preoccupanti segnali", come afferma l'organismo contabile dello Stato.
La meritocrazia può attendere
Un grafico contenuto nel rapporto mostra come la produttività,
cresciuta nel 2010 di oltre il 2%, sia
tornata a zero nel 2011 e ha
ricominciato a scendere nel 2012, mentre il costo del lavoro per unità di prodotto ha ripreso a salire. Colpa, sempre secondo la Corte dei Conti, dell’assenza della meritocrazia.
Il rapporto spiega che il "blocco della contrattazione deciso nel 2010 per tamponare le spese ha comportato il
rinvio delle norme più significative in materia di
valutazione del merito individuale e dell'impegno dei dipendenti" bloccando così "una effettiva correlazione tra l'erogazione di trattamenti accessori e il recupero di efficienza delle amministrazioni". In parole povere,
non si riesce ancora a pagare di più chi lavora meglio.
Tagli, ma non ai privilegiL'unica forma di efficienza finora attuata nella pubblica amministrazione è stata la
contrazione degli organici. A fine 2010 i dipendenti pubblici erano 3.458.857, cioé
67.174 in meno rispetto a un anno prima. Di conseguenza il costo del personale è diminuito dell'1,5%. Per un Paese come l'Italia è un fatto storico. Si è sforbiciato un po' dappertutto, anche in settori che sono già al limite, come la
scuola: circa
32mila dipendenti in meno in un anno.
Ma non proprio dappertutto. Non a
Palazzo Chigi, ad esempio. Sempre nel 2010 (governo Berlusconi) la presidenza del Consiglio spendeva
198,7 milioni di euro per gli stipendi del personale: l'
11,2% in più in un solo anno. Depurando la cifra degli arretrati, si arriva addirittura al
15,5%, con punte astronomiche del 35,5% e del
57% rispettivamente per i
dirigenti di prima e seconda fascia a tempo determinato. E proprio vero che i numeri parlano da soli.