Gli italiani
tirano la cinghia. Lo confermano i dati sulle
vendite di
prodotti alimentari che con un
-6,1% rispetto a un anno fa segnano la
flessione massima negli ultimi 11 anni. Va anche peggio per il "
non food" con un
-7,1%. Secondo l’Istat, ad aprile 2012 l’indice grezzo delle vendite al dettaglio totali segna una caduta del 6,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Una crisi dei consumi che tocca anche la
grande distribuzione - con un
-4,3% del volume di vendite in un anno - e non solo i piccoli negozi che comunque registrano la flessione più marcata, a
-8,6%. Le perdite minori si registrano nei
discount (
-3,0%).
Crisi generalizzataIl calo dei consumi riguarda
tutti i prodotti. Ecco gli andamenti, sempre anno su anno, rilevati dall'Istat su diverse categorie merceologiche:
• farmaceutici: -9,2%,
• abbigliamento e pellicceria: -8,9%,
• calzature, pelletteria e valigeria: -8,6%,
• cartoleria, libri, giornali e riviste: -7,2%,
• profumeria e cura della persona: -5%
• informatica, telecomunicazioni e telefonia: -4%,
• cd, dvd e strumenti musicali: -3,6%.
Risparmiare innanzituttoIl risparmio è sempre più la bussola a dei consumatori italiani. Lo dimostra un dato in controtendenza, il
successo delle promozioni. Secondo una rilevazione di Unimpresa, gli acquisti effettuati nell'ambito di un'offerta promozionale sono
cresciuti del 73% rispetto all'anno scorso. Trionfano soprattutto gli
sconti superiori al 20%. E lo sconto sembra avere un
appeal che prescinde dal tipo di prodotto. La corsa al risparmio riguarda tutti i generi merceologici, non solo gli alimentari. Al di là delle riflessioni sui meccanismi psicologici di acquisto, è un fenomeno che evidenzia le difficoltà economiche di un sempre maggior numero di famiglie italiane.
Sulla stessa linea si colloca l’analisi Coldiretti/Swg che evidenzia che il
59% dei consumatori italiani ha aumentato la
ricerca dei "3×2" e il
31% ha
ridotto le dosi acquistate, comprando meno frutta, vino e carne.
Ma la crisi economica può avere anche ricadute "virtuose": il
57% del campione dichiara di aver
ridotto lo spreco di cibo. E sempre secondo Coldiretti, si diffondono sempre più i
modelli di spesa alternativa come le vendite porta a porta, i
Gas (gruppi di acquisto solidale) e i
farmer market, i mercatini dei produttori locali.