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Crisi economica, siamo fuori dal tunnel? Le quattro parole per capirlo

Lavoro, consumi, borsa e petrolio: sono le quattro sentinelle della crisi. Le parole che possono dirci a che punto è la notte

Pubblicato il 17/12/09in Soldi,|TAG: crisi economica, disoccupazione, borsa, consumi

fuori dal tunnel

La nuova televisione 

Il peggio è passato o deve ancora arrivare? Non è difficile, in questo particolare momento economico, trovarsi di fronte alle due opposte visioni del mondo. Di certo conta la propensione all'ottimismo o al pessimismo dell'analista di turno (o magari il suo interesse personale - economico, politico ecc. - nel prospettare l'uno o l'altro scenario). Ma a un anno ormai dall'esplosione della crisi globale la situazione è, come si dice, "fluida". Tradotto significa che fare previsioni è un'attività ad alto rischio anche per gli stessi economisti.

Attenti a quei quattro
Tuttavia ci sono degli indicatori che contano e che vale la pena di tenere d'occhio per (cercare di) capire quale direzione prenderà l'economia globale (e di conseguenza quella locale). Le parole-chiave di quella che potrebbe essere la ripresa (o la recidiva) sono quattro: lavoro, consumi, borsa e petrolio. Vediamole una per una.

Disoccupazione, il "volano" della crisi
Dall'inizio della crisi sono 4,3 milioni i posti di lavoro persi nell’Unione Europea e la stima a fine 2010 è di 7 milioni, con una disoccupazione che toccherà il 10%. Stando al rapporto sull'occupazione appena pubblicato dalla Commissione europea la crisi è tutt'altro che finita. Secondo Bruxelles, anzi, il fenomeno rischia di diventare strutturale. Peggio di noi gli Usa dove il tasso di disoccupazione in ottobre è salito al 10,2%, il massimo negli ultimi 26 anni.

Sono dati fondamentali per capire gli sviluppi economici a medio termine. La disoccupazione è l'onda lunga della crisi: parte dopo ma dura di più e ne prolunga gli effetti. Le persone perdono il lavoro e i loro consumi hanno una brusca battuta d'arresto. Tecnicamente si parla di "contrazione della domanda aggregata". Gli interventi per stimolare i consumi  possono essere utili ma hanno un effetto limitato nel tempo: finiti gli incentivi i consumi si fermano di nuovo. Solo con un reale sostegno all'occupazione può innescare il circolo virtuoso e invertire il senso di rotazione del volano.
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