Crisi economica, le parole-chiave
Recessione, debito, deficit, inflazione, stagflazione. Impariamo a muoverci tra i termini che spaventano gli economisti di tutto il mondo
sondaggio
Una crisi che sembra senza uscita. Le speranze di intravvedere le prime timide luci di ripresa dopo il tunnel della peggiore congiuntura economica degli ultimi 70 anni iniziata con la crisi finanziaria dell'autunno 2008 sono state spente nelle ultime settimane da una serie di docce fredde. L'ultima in ordine di tempo - e anche una delle peggiori - viene dall'Ocse, l'organizzazione dei paesi più industrializzati, che nelle previsioni per il 2012 parla esplicitamente di recessione per l'Italia.
Se ancora ci salviamo (di poco) nel 2011 con una previsione di crescita del Pil del +0,7%, l'outlook (previsione) per il prossimo anno ci condanna a un -0,5%. Rispetto al semestre scorso l'Ocse ha ritoccato al ribasso le stime per entrambi gli anni, che prima erano rispettivamente del +1,1% e addirittura del +1,6%. In sostanza una perdita di ricchezza netta.
Mal comune, niente gaudio
Non ci consola sapere che non saremo gli unici a tirare la cinghia. Saranno tre i paesi in con Pil in negativo l'anno prossimo: il Portogallo (-3,2%), la Grecia (-3%) e l'Ungheria (-0,6%). La Francia resta di poco sopra lo zero (+0,3%). Ma tutta l'eurozona arranca zavorrata dalle economie in maggiore difficoltà: il 2012 si aprirà con uno -0,4% a livello europeo (le previsioni ottimistiche di maggio davano il +2,1%), con una ripresa debole (+0,5%) a partire dal secondo trimestre.
Gli effetti su occupazione e conti pubblici
Due sono le ricadute più allarmanti di questa prospettiva:
• la disoccupazione: nell’outlook dell’Ocse il tasso dei senza lavoro in Italia salirà dall’8,1% di quest'anno all’8,3% nel 2012 e all’8,6% nel 2013;
• la crisi del debito: la riduzione del Pil peggiora anche la situazione del debito pubblico perché meno crescita significa meno prelievo fiscale e quindi meno soldi nelle casse dello Stato. E lo spettro del default continua ad agitarsi.
Recessione, Pil, debito: tutte parole-chiave dell'economia, fondamentali per capire la crisi attuale e quello che ci aspetta. Vediamole più in dettaglio. (A.D.M.)
Se ancora ci salviamo (di poco) nel 2011 con una previsione di crescita del Pil del +0,7%, l'outlook (previsione) per il prossimo anno ci condanna a un -0,5%. Rispetto al semestre scorso l'Ocse ha ritoccato al ribasso le stime per entrambi gli anni, che prima erano rispettivamente del +1,1% e addirittura del +1,6%. In sostanza una perdita di ricchezza netta.
Mal comune, niente gaudio
Non ci consola sapere che non saremo gli unici a tirare la cinghia. Saranno tre i paesi in con Pil in negativo l'anno prossimo: il Portogallo (-3,2%), la Grecia (-3%) e l'Ungheria (-0,6%). La Francia resta di poco sopra lo zero (+0,3%). Ma tutta l'eurozona arranca zavorrata dalle economie in maggiore difficoltà: il 2012 si aprirà con uno -0,4% a livello europeo (le previsioni ottimistiche di maggio davano il +2,1%), con una ripresa debole (+0,5%) a partire dal secondo trimestre.
Gli effetti su occupazione e conti pubblici
Due sono le ricadute più allarmanti di questa prospettiva:
• la disoccupazione: nell’outlook dell’Ocse il tasso dei senza lavoro in Italia salirà dall’8,1% di quest'anno all’8,3% nel 2012 e all’8,6% nel 2013;
• la crisi del debito: la riduzione del Pil peggiora anche la situazione del debito pubblico perché meno crescita significa meno prelievo fiscale e quindi meno soldi nelle casse dello Stato. E lo spettro del default continua ad agitarsi.
Recessione, Pil, debito: tutte parole-chiave dell'economia, fondamentali per capire la crisi attuale e quello che ci aspetta. Vediamole più in dettaglio. (A.D.M.)















