Sui
tagli alla spesa l'Europa è davvero unita. Dalla Grecia all'
Italia, dalla
Spagna alla Francia, tutti i paesi - non solo quelli a
rischio default - sono alle prese con manovre urgenti di
spending review. Tra i tagli, quelli alle
auto blu hanno forse un valore simbolico particolare perché indicano la fine dei
privilegi della "casta", la giusta condivisione dei sacrifici. E' per questo che sul tema bisogna distinguere tra mito e realtà, tra
bufale e verità.
I "miracoli" francesi..."Se un funzionario pubblico che guadagna
650.000 euro all'anno non può permettersi di acquistare una bella vettura vuol dire che è troppo
avaro, stupido, o disonesto. La nazione non ha bisogno di nessuna di queste tre figure".
Chi l'ha detto? Nessuno, purtroppo.
Però da giorni gira sul web questa presunta dichiarazione di François
Hollande, presidente francese, a corredo della notizia del
taglio del 100% delle auto blu dei politici d'Oltralpe. E' una
bufala, come altre che riguardano le misure rivoluzionarie che Hollande avrebbe preso nei primi 60 giorni di governo:
75% di tassazione per i redditi superiori ai 5 milioni, blocco del
prezzo della benzina per tre mesi, blocco delle sovvenzioni alle
scuole private e avvio di un piano per la costruzione di 4.500 asili nido e 3.700 scuole elementari, e altre cose così. La
summa dei
desideri per molti. Ma alcuni di questi punti sono
davvero nel programma di governo del presidente francese. Che qualcosa di concreto, nel frattempo, l'ha già fatto: per esempio ha
ridotto del 30% gli stipendi dei ministri.
... e la realtà italianaE in Italia? Anche la spending review di
Monti sta cominciando a colpire alcuni privilegi dei politici.
Nel primo semestre 2012 è stata data una notevole
sforbiciata alle auto blu:
1.884 vetture, quasi il
20% in meno, un taglio che porta il parco vetture in dotazione a politici e dirigenti pubblici a 7.837. Secondo il piano di riduzione voluto dal governo, nel 2013 le auto blu dovranno essere la
metà del 2011.
"
Adesso bisogna fare di più", dichiara il ministro della Funzione pubblica Filippo
Patroni Griffi e annuncia l'arrivo di "nuove indicazioni per l'uso sempre più limitato delle auto di servizio, affinché sia chiaro a tutti che non si tratta di uno status symbol ma solo di uno strumento per lavorare meglio".
Anche il ministero degli Interni dà il suo colpo di scure,
tagliando - come riporta
Repubblica -
auto e autista a
70 parlamentari scortati. Il Viminale continuerà a mettere a disposizione, per motivi di sicurezza, solo il personale armato: i mezzi siano a carico di Camera o Senato - cosa che sposterebbe semplicemente la spesa da un'amministrazione all'altra senza un effettivo beneficio per i conti pubblici - oppure (meglio)
se li paghino i diretti interessati.
(A.D.M.)